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Il nuovo governo NATO

Italian Prime Minister Giuseppe Conte (R) welcomes Nato Secretary General Jens Stoltenberg (L) at Chigi Palace in Rome, Italy, 11 June 2018. ANSA/ETTORE FERRARI

Sotto il pretesto della “questione migranti” nei giorni in cui l’opinione pubblica è concentrata nel caso “Aquarius”, il nuovo governo italiano a guida M5S-Lega spinge per il rafforzamento della NATO nel Mediterraneo.  

Nel recente incontro a Palazzo Chigi tra il primo ministro Conte e il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, emerge chiaramente la sovrana volontà del nuovo governo di proseguire nella strategia dell’imperialismo italiano volta a rafforzare il proprio ruolo all’interno dell’alleanza atlantica concentrandosi sul cosiddetto fianco sud 

Il premier italiano, come già assicurato in campagna elettorale da Di Maio e nelle convulse trattative per formare il governo, ha confermato che la politica estera del paese, nei rapporti con la NATO, non cambierà: «L’Italia – ha detto Conte è fermamente legata, crede fermamente nella Alleanza atlantica come pilastro della sicurezza europea e internazionale». Conte ha così assicurato che l’impegno politico e finanziario dell’Italia nell’Alleanza continuerà, proseguendo nel supporto e nella partecipazione ai piani e guerre imperialiste ma evidenziando che «è naturale per il nostro Paese svolgere sempre più un ruolo chiave soprattutto di stabilità del fianco Sud dell’alleanza. Da qui provengono le minacce più dirette alla sicurezza dei cittadini per instabilità, terrorismo e estremismo violento. E quindi su questa regione l’Italia ha chiesto di poter essere maggiormente concentrata con i suoi sforzi».

In questa direzione arrivano le richieste del governo italiano, ponendo sul tavolo di discussione la questione delle sanzioni alla Russia. «Ho ricordato in modo particolare al nostro ospite la forte aspettativa dell’Italia per il raggiungimento della piena operatività del cosiddetto Hub regionale presso il comando Nato di Napoli che può essere un utilissimo snodo per migliorare la capacità di analisi, azione e collaborazione con gli altri partner nel mediterraneo» ha dichiarato Conte al termine dell’incontro trovando piena sintonia con Stoltenberg per raggiungere tale obiettivo entro luglio, ossia in concomitanza con il vertice della NATO. A questo, il segretario della NATO ha aggiunto che «l’Italia ospiterà anche i droni di sorveglianza all’avanguardia della NATO in Sicilia, che ci aiuteranno a monitorare e rispondere alle sfide emergenti», rafforzando la flotta che fa di Sigonella già la “capitale mondiale dei Droni”.  

Naturalmente tutto questo viene ammantato dal presunto «interesse dei cittadini italiani», come dichiarato da Stoltenberg in relazione all’emergenza migranti e al terrorismo. Sottolineando il contributo dell’Italia alle operazioni dell’alleanza, con le truppe italiane attualmente impegnate in Afghanistan, Kosovo, Montenegro e Lettonia, il segretario generale della NATO ha evidenziato che «l’Italia è in prima linea nell’adattamento della NATO alle minacce provenienti dal sud» e che «la NATO sta contribuendo ad alleviare la crisi dei rifugiati e dei migranti in Europa anche in altri modi». Il chiaro riferimento è al dispiegamento delle navi della NATO nel Mar Egeo con la compiacenza del governo Tsipras (nel quadro dell’accordo Turchia-UE per il “controllo” dei flussi di migranti) che si interseca con la missione Sea Guardian (della quale fa già parte anche l’Italia) in collaborazione con l’operazione Sophia dell’UE nel Mediterraneo centrale. Operazioni che ovviamente non hanno nulla di “umanitario”, essendo le guerre e gli interventi della NATO (o paesi membri) uno dei principali fattori dell’emigrazione, ma garantiscono in realtà la presenza di navi, aerei e sottomarini della NATO in punti geostrategici fondamentali nella competizione inter-imperialista in particolare con la Russia (ad esempio al largo della Siria). 

«Non si può prescindere da una più intensa cooperazione tra Nato e Ue nel Mediterraneo e altrove» ha dichiarato ancora Conte, aggiungendo che «il rafforzamento della dimensione europea sulla sicurezza che consideriamo una priorità perderebbe di senso ed efficacia al di fuori di un quadro di piena sinergia e complementarietà con le forze di cui è dotata la forza atlantica». Parole, anche queste, che mirano a rafforzare il peso della NATO – a guida USA – nel rapporto con l’UE, mentre avanza il progetto di cooperazione PeSCO per la costituzione di un esercito europeo su iniziativa di Francia e Germania. Nella stessa direzione, il ministro degli Esteri Moavero ha osservato nell’incontro con Stoltenberg che sulla cooperazione Nato-Ue «il comune auspicio che al Vertice di luglio venga adottata una dichiarazione congiunta Nato-Ue di forte spessore politico dato che le due organizzazioni affrontano le medesime sfide di sicurezza: un salto di qualità delle capacità di sicurezza e difesa da parte dell’Unione Europea può quindi rafforzare quella della Nato, in una prospettiva di complementarità e non di competizione». 

Infine, Stoltenberg ha anche ricordato che il prossimo vertice si concentrerà sui «nostri progressi verso una più equa condivisione degli oneri all’interno dell’Alleanza» come richiesto a gran voce da Trump. «Tutti gli alleati hanno ora iniziato ad aumentare la spesa per la difesa. Gli alleati stanno anche investendo di più in capacità e intensificare i loro contributi alle missioni della NATO». A riguardo Moavero ha dichiarato che il nostro paese consoliderà «la tendenza alla crescita».  

Possono cambiare le forme, ma c’è piena continuità nel fatto che l’attuale governo proseguirà nel servire gli interessi antipopolari della borghesia italiana che trovano attualmente collocazione nelle alleanze imperialiste di UE e NATO. Più volte abbiamo evidenziato, in precedenti articoli, i tentativi anche dei governi a guida PD di spingere sul fianco sud, ossia l’ampia regione del Mediterraneo, Africa settentrionale e sub-sahariana, dove si concentrano i principali interessi dei monopoli italiani con l’ambizione di rafforzare, nel quadro della NATO, la sua posizione e influenza nella spartizione delle risorse energetiche, vie di trasporto ecc. nella competizione inter-imperialista di saccheggio e sfruttamento dei popoli. Obiettivi che implicano un crescente attivismo militare dell’imperialismo italiano e un’ulteriore militarizzazione del territorio italiano con installazioni NATO e USA, che ci coinvolgono sempre più in scenari di guerra nell’esclusivo interesse dei monopoli internazionali, mentre intensificano lo sfruttamento dei lavoratori nei propri paesi, con conseguenti risorse dirottate dalle spese sociale per esser indirizzate verso quelle militari. 

È necessario pertanto rimuovere ogni illusione, che può essere contrabbandata sotto il mantello della “sovranità” e degli “interessi nazionali”, smascherando gli inganni e le trappole destinati ai lavoratori e alle classi popolari al fine di trascinarli sotto bandiere altrui.  

Le manovre iniziali del nuovo governo corrispondono agli interessi esclusivi dei padroni italiani nella competizione capitalistica internazionale (con relative contraddizioni sia interne all’UE e la NATO che all’esterno con altri blocchi imperialisti), il cui prerequisito è quello di continuare a schiacciare i lavoratori nel proprio paese. 

4 Comments

  1. peppe ha detto:

    considero non soddisfacnte in relazione ai fatti , quanto espresso in questo intervento,la realtà é molto complessa e non cogliere le contraddizioni espresse non ci aiuta

  2. Gino ha detto:

    Secondo il mio modesto parere ci toccherà assistere ad un triste balletto a tre, dove al governo tenuto in piedi da agenti di fiducia del capo dello stato i leader dei partiti di governo conteranno ben poco ( contrariamente alle legislature precedenti ) fino a quando i sondaggi non li obbligheranno a pestarsi i piedi. Fino ad allora confindustria e media impresa non potranno che ricucire la loro frattura a spese dei lavoratori e della società civile all’insegna del prestigio italiano. Spetta a NOI compagni l’onere di evidenziare le contradizioni nei nostri ambienti senza aver la pretesa di risolverli, ne saremmo assorbiti, ma stimolando il senso comune ad un formulazione critica di un sistema di alternativa. In poche parole: contrapporre alla produzione del profitto una valida produzione(presa) di coscienza, pessimisti con l’intelletto ma ottimisti nella volontà.

  3. Ottaviano Evola ha detto:

    Caricompagni,il fallimento della sinistra mi ha portato a votare m5s,con grande rammarico l’ho fatto!d’altronde questa”sinistra”che cosa ha fatto se non che smantellare lo stato sociale! E contro la nato e il sistema imperialista? Contro il muos di Niscemi?quindi un conto è fare opposizione altra cosa è governare. Mi spiegate tutta questa frammentazione della sinistra? Perché ci sono svariati partiti comunisti? Guarda caso tutti citano Antonio Gramsci o Enrico Berlinguer, però ogni formazione per i c….zzi suoi! Spiegarmi perché non può esistere un solo partito comunista e fare veramente guerra al sistema imperialista.

    • Antonio ha detto:

      Perché il sistema imperialista secondo Lenin sono i monopoli che detto parlando come magnano sono le multinazionali che si spartiscono i mercati e le risorse del mondo usando non solo i loro stati nazionali complici ma anche e sempre di più durante la globalizzazione le organizzazioni internazionali come la nato e la ue. Senza prendersela con queste due ultime cose non si può lottare contro il capitalismo e solo noi lottiamo davvero contro queste due cose , non perché ci sentiamo i meglio ma perché gli altri dicono che queste due organizzazioni sono ok . A pap va bene l’Ue e leu la nato. A noi no e tra l’altro non ci va bene neanche il capitalismo perché ogni governo capitalista che salga al potere nei paesi europei in questi anni ,non so se hai notato porta avanti le stesse politiche di austerità facendo qualche mossa propagandistica low cost(quando va bene concedendo i diritti civili a qualche minoranza, tipo i gay e quando va male prendendosela con qualche minoranza, come i rom e gli immigrati) per distrarre le masse. Questo vale per i governi antisistema come quello conte e per quelli di sinsitra come in Grecia e in Portogallo.

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