Che sta succedendo in Colombia?

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Che sta succedendo in Colombia?

Ospitiamo l’intervista a Luis Alberto Lopez Dueñas, sociologo e membro del Comite Nacional del Paro di Pasto, Nariño.

1) La prima domanda è molto semplice. Che sta succedendo in Colombia?

Quello che sta succedendo in Colombia è la naturale conseguenza di situazioni represse da molto tempo; situazioni di carattere politico, sociale de economico.

Il malessere sociale è esploso in queste settimane con lo sciopero generalizzato e le proteste di piazza contro questo governo “uribista”, il cui unico fine è di aumentare maggiormanete violenza, diseguaglianza, povertà, concentrazione di ricchezza per i ricchi del paese e aumentare l’iniquità sociale esistente nel paese.

Già a Novembre 2019 era esplosa la protesta con uno sciopero importante e una massiccia manifestazione popolare contro il governo Duque, ma l’inzio della pandemia causò un abbassamento del livello di protesta.

Ma la pandemia ha sgonfiato le protesta, ma lasciato inalterate le ragioni.

I ripetuti atti di corruzione governativa, l’atteggiamento indolente del governo di fronte alla crisi sociale ed economica, la violenza diffusa e l’assassinio selettivo di lider sociali. Ma anche l’uso dei decreti, la marginalizzazione dei dipertimenti e l’esclusione del Congresso dal processo decisionale, tra le altre situazioni che abbiamo vissuto, sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il popolo, e specialmente la gioventù del paese, sono scesi massicciamente in campo a protestare e a prendersi le strade e le piazze in Colombia.

2) Le mobilitazioni sono iniziate contro la riforma tributaria proposta dal governo Duque. E chi è Duque? Qual è la sua relazione con Uribe?

Questo governo ha avuto il coraggio di presentre al Congresso una riforma tributaria di carattere pienamente neoliberista, in mezzo alla pandemia e nel pieno della crisi della salute pubblica che vive il paese.

Con questa riforma si concentra la ricchezza nelle mani dei più ricchi e si scaricano i costi sul popolo, con il fine di tappare  il “buco fiscale” lasciato dalla precedente riforma presentata dallo stesso governo Duque nel 2019, mediante un aggravio dell’imposta sul valore aggregato, IVA, a prodotti di largo consumo che fanno parte del cosiddetto paniere familiare. E’ chiaro che se aumenta l’IVA di latte, farina, zucchero, caffè, chi en soffrirà di più saranno le fasce più deboli della popolazione.

Questa riforma muove anche da un altro personaggio del governo Duque. Alberto Carrasquilla, ministro dell’industria e del credito pubblico. Alberto Carrasquilla nel recente passato è stato protagonista di un furto al fisco nazionale per mezzo della gestione fraudolenta dei cosiddetti “buoni dell’acqua” (evento che ha indebitato per 441 mila milioni 117 municipi per 19 anni) tramite la sua azienda privata, Konfigura[1].

Per quanto riguarda Duque, diciamo che è un personaggio grigio uscito dal nulla, però appartiene ad una famiglia della élite, vincolata strettamente al gruppo di interesse che fa capo a Alvaro Uribe Velez. La sua vita pubblica è iniziato dopo la designazione al Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo e al Banco Interamericano Desarrollo, cariche occupate soprattutto per relazioni clientelari della sua famiglia con i governanti di turno. Ha una strettissima relazione di amicizia e sudditanza alla posizioni “fasciste” incarnate da Uribe Velez. Fa parte di un partito di ultra destra, Centro Democratico, fondato e guidato da Alvaro Uribe Velez, che lo ha fatto eleggere al Senato, dove continua a svolgere un ruolo di secondo piano.

Infine, viene designato dal suo tutore e amico intimo come candidato presidenziale nel 2017, vincendo le elezioni grazie alle manovre sostenute dall’uribismo. E’ un fedele rappresentante delle idee e delle posizioni neoliberali che vanno sotto il nome di Washington Consensus[2].

3) c’è stato un numero impressionante di persone che si sono mibilitate. C’è una direzione politica? Ci sono linee di indirizzo politico dentro il Comitato Nazionale dello Sciopero? C’è qualche rappresentante in Parlamento che sta appoggiando lo Sciopero?

Le mobilitazioni realizzate in Colombia che si manterranno per molto tempo, date le condizioni e le proposte dello stesso comitato, hanno attratto moltissima gente e specialmente a risaltare sono i giovani del paese. Queste mobilitazioni hanno integrato settori popolari urbani e rurali, molti dei quali sono sostenuti dai giovani.

Anche se la chiamata allo sciopero nazionale fu fatta inizialmente dal comitato integrato dei sindacati operai (dove concorrono varie correnti ideologiche), che chiamarono a opporsi in primo luogo alla riforma tributaria presentata dal governo, le mobilitazioni popolari e le marce inmediatamente si estesero a tutto il paese anche al di fuori del quadro sindacale.

Le proteste hanno raccolto il malcontento popolare per le disposizioni del governo uribista di Duque e della sua politica antipopolare.

Questo comitato ha presentato un documento unificato dello sciopero, dove sono presentate petizioni e richieste da presentare al governo colombiano.

Nel Congresso della Repubblica, tanto alla Camera quanto al Senato, il governo di Duque ha la maggioranza, rappresentata da una coalizione di governo composta dai partiti del centro democrsatico (uribista), partito conservatore, partito de la U, partito cambio radicale (questi due neoliberali e di destra) e alcuni deputati rappresentati le chiese cristiane.

Contro ci sono in parte le minoranza del congresso, formata da membri di sinistra e del centro: partito Alianza Verde, alcuni liberali (anche se il grosso del partito sta al centro) la Union Patriotica (che include al suo interno il Partito Comunista Colombiano e i desmovilizados, ex guerriglieri, prodotti dall’accordo di pace conil governo Santos), la alleanza sociale indipendente ASI, il movimento alternativa indigena e sociale, MAIS, il gruppo Todos Somos Colombia e la Colombia Humana di Gustavo Petro. Quest’ultima coalizione appoggia e fa parte dello sciopero perché ci sono molti giovani impegnati anche nell’organizzazione dello sciopero.

4) Dove arriveranno con la mobilitazione?

Ci sono diverse varianti e posizioni animano lo sciopero. Si può dire che cercano in primo luogo di fare in modo che le loro proposte e petizioni siano ascoltate dal governo e che le soluzioni politiche delle stesse fatte proprie dal governo. Questo è ovviamente estremamente difficile.

Vedendo invece lo sciopero da un punto di vista più ampio, non solamente per il tempo trascorso, ma fondamentalmente per essere contrari al governo e alle sue disposizioni antipopolari, si spera che le proteste, le marce, le azioni di sciopero rappresentate da blocchi stradali e quartieri, atti culturali e di autogestione nei quartieri, durino finche il governo non cede e cambia rotta, perché il malcontento a tutti i livelli è di misura tale che le situazioni generate dallo sciopero dureranno molti giorni ancora.

E’ giusto considerare, però, che ci sono settori della popolazioni che sono favorevoli al governo e all’uribismo, come l’oligarchia latifondista e imprenditoriale, i distaccamenti militari, le associazioni di categoria padronali che raggruppano grandi imprenditori, i commercianti, e settori di popolazione indifferenti e con interessi particolari che sono contrari alle manifestazioni lo sciopero e la marcia.

Questo dimostra che la polarizzazione del paese è stata portati a questa situazione dopo venti anni di governi di estrema destra e narcoparamilitare portata avanti da Alvaro Uribe Velez e dal suo gruppo politico.

I giovani che sono i principali protagonisti dello sciopero e delle mobiitazioni, hanno i propri obiettivi, che vanno più avanti delle richieste presentate dal Comitato Unificato dello Sciopero, ovvero i loro interessi si muovono verso l’ottenimento di un cambio radicale di alcune situazioni del paese. Rinucia del presidente e dei ministri, cambio del Congresso, maggiori libertà cittadine, giustizia e condanna per coloro che perpretano assassini di lider e giovani, ristrutturazione delle forze di polizia, promozione del voto bianco per il cambio di sistema costituzionale, maggiori e migliori opportunità di lavoro. Lo sciopero e le manifestazioni se le sono prese i giovani del paese, e hanno guidato la resistenza popolare in quasi tutte le regioni colombiane.

Il paese è in convulsione. Si è svegliato, ha addirittura perso la paura del virus e della pandemia, ha perso la paura imposta come tattica dall’uribismo, va nelle strade ad affrontare le azioni del governo, la corruzione statale e privata, lo stato delle cose che fanno della Colombia un paese invivibile. Si chiede il cambio, si chiede la fine dell’uribismo, si chiedono maggiori opportunità e libertà. Si chiede una Colombia a misura dei sogni dei giovani e delle nuove generazioni.

Il 9 Giugno 2021, è stata organizzata una nuova marcia. Bogotà è in stato di allerta e centinaia di migliaia di manifestanti si riversano nelle strade della capitale[3].

 

[1]        https://www.semana.com/opinion/articulo/el-negocio-que-enriquecio-a-alberto-carrasquilla-y-empobrecio-117-municipios-por-daniel-coronell/582401/

[2]          http://semanariovoz.com/duque-uribe-iii-renan-vega-cantor/

[3]          https://www.semana.com/nacion/articulo/toma-de-bogota-en-vivo-paro-nacional-este-9-de-junio-asi-avanzan-las-marchas-en-bogota-cali-medellin-y-otras-ciudades/202119/

1 Comment

  1. Luigi ha detto:

    A detta di qualche sbarbatello, probabilmente senza aver mai toccato uno strumento di lavoro tranne una tastiera, sarebbe da borghese considerare la funzione anti-imperialista di determinati movimenti. A volte, quando la libertà di espressione conduce alla pedante offesa della ragione, penso alle sezioni di una volta, dove alla presenza di compagni di provata coscienza certe cose non le dovevi nemmeno pensare.

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