Studenti in piazza: «Non saremo schiavi»

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Studenti in piazza: «Non saremo schiavi»

Dietro lo slogan «Non saremo schiavi» migliaia di studenti sono scesi in piazza oggi in tutto il paese in occasione della giornata internazionale degli studenti. Dalle scuole lotta aperta contro la politica del governo, le misure previste nella manovra finanziarie e il protocollo d’intesa siglato dal Ministero dell’istruzione con grandi aziende multinazionali, che vedrà migliaia di studenti impegnati in percorso di alternanza scuola lavoro a fornire manodopera gratuita alle imprese. Ad organizzare la protesta il Fronte della Gioventù Comunista, l’Unione degli Studenti e diversi collettivi studenteschi. In piazza slogan contro il governo, e contro la scuola di classe, per chiedere diritti. «Lo studente non va sfruttato, il lavoro deve essere pagato», «contro la scuola dei padroni».

Le ragioni della protesta sono state illustrate da Alessandro Fiorucci, responsabile nazionale scuola del FGC: «L’accordo tra il Ministero dell’Istruzione e 16 grandi imprese e multinazionali mostra il vero volto dell’alternanza scuola-lavoro: un grande vantaggio per le imprese e una fregatura per gli studenti, che lavoreranno gratuitamente e senza alcun diritto. La “Buona Scuola” di Renzi è buona soltanto per la Confindustria, non per i giovani che la vivono ogni giorno. L’alternanza scuola-lavoro non può essere il pretesto per permettere a McDonald’s, Zara, ENI di fare facili profitti sulla pelle degli studenti, né può trasformare le scuole nella formazione aziendale di singole imprese private. Politiche di questo tipo condannano un’intera generazione ad un futuro di precarietà e sfruttamento sul lavoro. Gli studenti non ci stanno, non saremo i futuri schiavi. Oggi chiediamo la cancellazione immediata del programma “Campioni dell’Alternanza”, contrario alla funzione formativa che l’alternanza dovrebbe avere. Lottiamo contro questa scuola di classe sempre più piegata agli interessi dei padroni, per un’istruzione gratuita e di qualità per tutti.»

In piazza gli studenti a Torino. «Si tratta di un regalo fatto alle imprese, mentre a noi studenti resta soltanto la fregatura di lavorare gratuitamente e senza alcuna tutela», spiega Silvia Basano, responsabile scuola provinciale della FGC. «Lo scopo della protesta studentesca – prosegue – è quella di ottenere la cancellazione dell’accordo». Presidio a Milano, cortei a Palermo, Reggio Calabria, Cosenza, Bari, Taranto e in diverse città italiane. Azioni simboliche sono state realizzate durante alcuni cortei contro Mc Donald’s e altre imprese coinvolte nell’accordo sull’alternanza scuola-lavoro.

La manifestazione principale si è tenuta a Roma con 5.000 studenti in piazza per chiedere il ritiro dell’accordo. Preponderante la partecipazione degli istituti tecnici e professionali e da tante scuole di periferia, notata anche dai giornali filo-governativi. Si legge su Repubblica: «In strada soprattutto gli studenti delle periferie, di quelle scuole escluse dalle top ten dei migliori licei di Roma, orgogliosi però di manifestare per l’istruzione pubblica.» Al termine del corteo gli studenti sono giunti fino al Ministero dell’istruzione chiedendo un incontro con una delegazione del governo, e ricevendo l’ennesimo rifiuto. «Ancora una volta – commenta Lorenzo Lang, Segretario nazionale del FGC – il Governo rifiuta il confronto con gli studenti. Renzi e il ministro Giannini parlano di dialogo ma poi chiudono la porta in faccia a migliaia di studenti scesi in piazza contro un accordo che consegna generazioni di studenti a lavorare gratis per le grandi multinazionali. Il governo Renzi è un governo di servi dei padroni, pronto al dialogo solo con i poteri forti».

Alle manifestazioni di oggi è giunto il sostegno della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica «La FMGD supporta la mobilitazione del 17 novembre e la lotta degli studenti italiani contro il tentativo dei monopoli di asservire il sistema scolastico ai loro interessi e realizzare profitti sulla pelle degli studenti. La FMGD sostiene la lotta della gioventù e degli studenti per un’istruzione libera, universale e di qualità, contro la scuola disegnata dalle classi dominanti che vogliono modellarla sulla base dei propri interessi.» Dall’Italia agli studenti è giunto il sostegno dell’Ufficio Politico del Partito Comunista che ha salutato le manifestazioni invitando gli studenti a proseguire nella lotta contro il governo e i suoi provvedimenti, condannando la decisione di non accettare l’incontro con la delegazione studentesca.

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