LA RISCOSSA – BOLLETTINO DEL PARTITO COMUNISTA N°12

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LA RISCOSSA – BOLLETTINO DEL PARTITO COMUNISTA N°12

 

LA RISCOSSA – BOLLETTINO DEL PARTITO COMUNISTA N°12

 

È possibile scaricare dal seguente link il numero 12 di La Riscossa – Bollettino del Partito Comunista, pubblicato in data odierna 10 Gennaio 2024, frutto dell’elaborazione della Redazione diretta da Alessandro Pascale. Seguono Sommario e Editoriale.

 

SOMMARIO

 

COPERTINAp. 2
SI È ANTIFASCISTI SEMPRE
IL PUNTO DEL SEGRETARIOp. 3
2023 UN ANNO DI PASSAGGIO
EDITORIALE DEL DIRETTOREp. 5
ITALIAp. 6
CONTINUA LA STRAGE SILENZIOSA 745 MORTI SUL LAVORO NEL 2023
REGALO DI NATALE PER GLI ITALIANI. ANNUNCIATI NUOVI TAGLI
STANGATA SULLE BOLLETTE! ANCORA RINCARI PER IL POPOLO!
SANITÀ PUBBLICA SMANTELLATA
ANCORA PRIVATIZZAZIONI
ANCORA AIUTI A ZELENSKIJ DA PARTE DELLA MELONI
PD NELLE FABBRICHE DAGLI IMPRENDITORI E NON DAI LAVORATORI
ESTERI, GUERRA, IMPERIALISMOp. 9
USA PRONTI A ESPORTARE LA GUERRA
GERMANIA PARALIZZATA. I MEDIA PARLANO D’ALTRO
L’OCCUPANTE SIONISTA ATTACCA ANCHE LA SIRIA
UN NUOVO EUROMAIDAN IN SERBIA
TORNANO A MINACCIARE IL VENEZUELA!
IL NIGER PROCEDE VERSO IL MULTIPOLARISMO
CRONACHE DAL TOTALITARISMO “LIBERALE”p. 12
DEMOCRAZIA? QUALE DEMOCRAZIA?
RICCHI SEMPRE PIÙ RICCHI
GENOCIDIO E CENSURA. LA STORIA SI RIPETE!
SE SOLIDARIZZI CON LA PALESTINA VIENI CONDANNATO
PARTITO COMUNISTAp. 15
65° ANNIVERSARIO DELLA RIVOLUZIONE CUBANA
ROMA 21 GENNAIO 2024
STORIA E MEMORIAp. 16
25 DICEMBRE 1991
IL SOCIALISMO CHE FU E IL SOCIALISMO CHE SARÀ
28 DICEMBRE 1943 – SANGUE DEL NOSTRO SANGUE, NERVI DEI NOSTRI NERVI
COME FU QUELLO DEI FRATELLI CERVI
ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI PEPPINO IMPASTATO
101 ANNI FA NASCEVA L’URSS
1° GENNAIO 1959 TRIONFA LA RIVOLUZIONE
“SALVAR LA PATRIA, LA REVOLUCION, EL SOCIALISMO Y VENCER”
MIGUEL DIAZ CANEL
IL TEMPO DELLA CORRUZIONE GENERALE
IN MEMORIA DI FELICE BESOSTRI
GLI APPROFONDIMENTI DEL GIORNALE SUL SITOp. 22
VIDEOp. 27
FORMAZIONE E INFORMAZIONE CONTINUAp. 28
ISCRIVITI AL PARTITO, ABBONATI AL GIORNALEp. 32

 

EDITORIALE DEL DIRETTORE N°12 – 10 GENNAIO 2024

 

Questo XII numero è particolarmente importante. La Riscossa è ormai diventato molto più di un semplice bollettino, ma un giornale periodico imperdibile per migliaia di lettori (troppo pochi, ahinoi), che vi trovano condensate le notizie principali censurate dai media borghesi, oltre ad indicazioni operative e teoriche utili a comprendere meglio la fase storica in cui ci muoviamo.

Da questo numero emerge come per il governo Meloni i nodi stiano venendo al pettine, concretizzandosi in privatizzazioni economiche che arricchiranno i soliti ricchi a discapito delle masse popolari, che piangono il solito migliaio di morti sul lavoro (745 quelli “accertati” nel 2023) e soffrono per gli aumenti delle bollette energetiche, dei beni alimentari e di ogni altra merce materiale.

Il Governo è in difficoltà. La Meloni è in trincea con l’elmetto, cerca di salvare il salvabile ma appare evidente la crisi di consenso popolare di una leader dimentica dei discorsi elettorali e sempre più sfigurata dall’asservimento alle élite transazionali straniere, di cui Washington e Bruxelles sono solo le propaggini più evidenti. Non è solo l’Italia ma l’Europa intera che paga le conseguenze della guerra e della crisi. In Ucraina le cose vanno male per l’Occidente, bene per la Russia, che non solo torna in crescita economica, ma chiude il 2023 rafforzata dalla consolidata alleanza con la Cina e dall’espansione dei BRICS, a cui ora chiedono di aderire svariati altri paesi di ogni continente.

In Palestina le cose vanno malissimo per i palestinesi, che continuano a subire un genocidio che ormai i nostri media si guardano bene dal riportare. Lo scenario del medio oriente tiene volutamente alta la tensione nell’ambito della Terza guerra mondiale in corso.

L’impressione è che l’imperialismo occidentale sia in grande difficoltà. Gli scribacchini della piramide capitalistica che infestano le redazioni mass-mediatiche raccolgono le veline dall’estero e continuano a dire il contrario, ma il popolo è ormai maturo per aprire gli occhi: ha visto il portafogli vuoto, comincia a spegnere la televisione e smette di leggere i giornali. Nei circoli borghesi si discute accanitamente come ridare linfa ad una democrazia sempre meno liberale e sempre più screditata. Basta poco per scatenare una scintilla decisiva. Si sente l’aria di crisi e la necessità confusa di una transizione verso un nuovo modello di sviluppo. Anche se non c’è ancora una forza politica abbastanza forte e matura da assumere questo ruolo, questa consapevolezza è sempre più diffusa tra i ceti popolari, che rimangono però diffidenti verso la politica, scottati dal tradimento del M5S.

In questo come in altri contesti stolto è chi pensa che in politica qualcosa accada per caso.

I gravissimi fatti di Acca Larentia ci ricordano che permane un sottobosco di nostalgici di una delle epoche più buie della storia occidentale. Nonostante siano al più poche centinaia, essi sono tenaci, disciplinati, organizzati, e operano in varie maniere. Una volta erano iscritti alle giovanili del MSI, poi hanno studiato le “nuove destre”, appreso gli insegnamenti di gente come Alain de Benoist e hanno imparato a camuffarsi e infiltrarsi dappertutto. La Meloni è solo il caso più noto, ma gli allievi che si sono fatti questo cursus honorum sono stati migliaia, e agiscono tutt’oggi, diffondendo veleno ideologico. Si dice spesso che l’Italia non ha mai fatto i conti davvero con il fascismo. Non poteva farli: l’intera storia repubblicana del nostro paese è segnata da una sovranità limitata dalle élite anglo-statunitensi, le quali si sono ben guardate dal rinunciare a migliaia di fascisti per governare l’Italia e combattere i comunisti. Hanno fatto lo stesso in Germania con i nazisti. I fascisti sono stati usati contro gli operai e i comunisti negli anni ’60 e ’70, nella nota “strategia della tensione”.

La borghesia ricorre al fascismo quando non riesce più a governare pacificamente.

La discriminante antifascista non è solo un principio identitario politico doveroso, ma una necessità organizzativa, di sicurezza materiale e di difesa culturale, contro anche tutte quelle tendenze che in campo liberal-borghese lavorano per porre sullo stesso piano nazifascismo e comunismo.

 

1 Comment

  1. Fulvio Bandini ha detto:

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