BOLLETTINO DEL PARTITO COMUNISTA N°9

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BOLLETTINO DEL PARTITO COMUNISTA N°9

bollettino n°9

LA RISCOSSA – BOLLETTINO DEL PARTITO COMUNISTA N° 9

 

È possibile scaricare dal seguente link il 9° numero di La Riscossa – Bollettino del Partito Comunista, pubblicato in data odierna 23 novembre 2023, frutto dell’elaborazione della Redazione diretta da Alessandro Pascale. Seguono Sommario ed Editoriale.

 

SOMMARIO

 

EDITORIALE DEL DIRETTOREp. 2
ESTERI, GUERRA, IMPERIALISMOp. 3
GAZA: IL VERGOGNOSO ASSEDIO SIONISTA ALL’OSPEDALE
LA GERMANIA COMPRA SISTEMI DI DIFESA DA ISRAELE FINANZIANDO IL GENOCIDIO
IL DISASTRO DELLE SANZIONI ALLA RUSSIA. L’UNIONE EUROPEA CROLLA
BOOMERANG DELLE SANZIONI ALLA RUSSIA. SE NE ACCORGE PERSINO BANKITALIA
PATRIA O MUERTE!
VERGOGNA USA! IL MONDO È STANCO DELL’IMPERIALISMO STATUNITENSE
ITALIAp. 6
L’ITALIA VOTA A FAVORE DELLA GLORIFICAZIONE DEL NAZISMO
STELLANTIS (EX FIAT) AUMENTA I GUADAGNI E LICENZIA GLI OPERAI
DEINDUSTRIALIZZAZIONE E “PACCHI” AMAZON. È QUESTO IL FUTURO?
“DELOCALIZZARE” I CENTRI PER MIGRANTI NON RISOLVE LA TRATTA DI ESSERI UMANI
FINTA SINISTRA, SOLO DI FACCIATA
PARTITO E DEMOCRAZIA SOVRANA POPOLAREp. 9
MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER PALESTINA LIBERA!
IL PC CONTINUA LA MOBILITAZIONE PER LA PALESTINA
BARI DICE NO ALL’INVIO DI ARMI A ISRAELE!
COMMEMORAZIONE DELLA RIVOLUZIONE D’OTTOBRE IN VENETO
COMUNICATO DELLA GIOVANILE
CRONACHE DAL TOTALITARISMO “LIBERALE”p. 12
È IN ATTO UNA GUERRA CONTRO I POPOLI!
STOP ALL’INVIO DI ARMI ALL’OCCUPANTE SIONISTA
POLITICHE GREEN SOLO PER I POVERI
EDUCAZIONE AFFETTIVA O ATTACCO ALLA SCUOLA PUBBLICA?
STORIA E MEMORIAp. 16
9 NOVEMBRE 1989: È CROLLATO UN MURO, SE NE SONO ALZATI ALTRI
IL MURO DI BERLINO È CROLLATO SUI LAVORATORI E I POPOLI DI TUTTO IL MONDO!
IL 19 NOVEMBRE 1875 NASCE MICHAIL IVANOVIČ KALININ
CIAO HEBE!
IN MEMORIA DI DIPA NUSANTARA AIDIT (30 LUGLIO 1923 – 22 NOVEMBRE 1965)
GLI APPROFONDIMENTI DEL GIORNALE SUL SITOp. 19
FORMAZIONE E INFORMAZIONE CONTINUAp. 21
CONTATTI
LA SCUOLA POPOLARE DI FORMAZIONE POLITICA ANTONIO GRAMSCI
PER CONOSCERE LA VERA STORIA DEL COMUNISMO
ISCRIVITI AL PARTITO, ABBONATI AL GIORNALEp. 24

 

EDITORIALE DEL DIRETTORE N°9 – 23 NOVEMBRE 2023

 

C’è molta preoccupazione tra le élite nostrane per la crescente mobilitazione popolare a favore del popolo palestinese. Ci si sta accorgendo che la contaminazione nelle piazze tra arabi e italiani (per lo più comunisti) rischia di portare alla sgradita conseguenza di un’alleanza sociale in grado di superare certi steccati culturali dovuti alle differenze sul modo di rapportarsi alla religione. L’effetto di queste mobilitazioni si sta già facendo sentire: ad allarmare i salotti buoni delle lobby sioniste nostrane è una ricerca dell’Istituto Cattaneo, che dopo aver coinvolto circa 2500 studenti universitari di Milano, Bologna e Padova, ha diffuso dati che mostrano come quasi la metà di loro (e il dato arriva al 60% per gli studenti “di sinistra”) ritenga vero che “il Governo israeliano si comporta con i palestinesi come i nazisti si comportarono con gli ebrei”.
Come dare torto a questi giovani, subito accusati di essere disinformati e ignoranti?
I numeri mostrano chiaramente i crimini di Israele: oltre 14 mila morti, di cui 9 mila sono donne e bambini, decine di migliaia di feriti, centinaia di migliaia di sfollati…
La copertina con cui abbiamo aperto parla chiaro: Israele ha ucciso 178 bambini arabi al giorno, una media di gran lunga superiore a quanto fatto dalla Germania nazista con i bambini ebrei. Sono numeri tanto eclatanti da aver obbligato Netanyahu a rallentare le operazioni militari e giungere a patti con Hamas, finalmente riconosciuto come interlocutore politico. Sono sviluppi positivi che andranno consolidati con la prosecuzione della mobilitazione per chiedere il ritiro immediato delle truppe israeliane da Gaza e la cessazione di ogni ulteriore bombardamento. Ma torniamo a casa nostra e al sondaggio di cui sopra, che ha scandalizzato i benpensanti. Media e politici si accaniscono a parlare della crescente ondata di antisemitismo, continuando ad ignorare la differenza essenziale tra questo e l’antisionismo, già chiarita a suo tempo da Stalin poco prima di morire: “La lotta contro il sionismo non ha nulla in comune con l’antisemitismo. Il sionismo è nemico dei lavoratori di tutto il mondo, tanto di chi è ebreo quanto di chi non lo è”. Come agisce il regime quando non trova più argomenti utili per rispondere direttamente ad accuse inattaccabili? Le aggira costruendo nuove distrazioni di massa; anche questa volta una delle indicazioni fondamentali della propaganda di Goebbels viene applicata sistematicamente, promuovendo tramite il meccanismo dell’agenda setting la scaletta degli argomenti più importanti per attuare una manovra ad ampio raggio: anzitutto occorre trovare un argomento unificante, che piaccia a tutti e che sia giudicato un’emergenza incontrovertibile. Poi occorre metterlo in primo piano, lanciare una grande campagna propagandistica rivolta proprio a quella gioventù che sta coltivando troppi dubbi.
Ecco così che la tragedia personale di Giulia Cecchettin diventa un caso politico posto all’attenzione del popolo: un ottimo mezzo per spostare l’attenzione del pubblico dalle questioni internazionali alla cronaca interna. Nei salotti buoni si torna a parlare di femminicidi, omettendo sistematicamente non solo le migliaia di donne palestinesi morte a causa delle bombe sioniste di produzione occidentale, ma perfino il centinaio di donne uccise in Italia dal 1° gennaio ad oggi. Non tutti i morti hanno lo stesso peso. Alcuni contano di più per varie circostanze, non ultima delle quali le scelte politiche di chi controlla il sistema mass-mediatico. Il fatto che la sorella di Giulia sia una femminista che ha colpevolizzato l’intero genere maschile ha riaperto il classico dibattito sul patriarcato e sulla violenza diffusa che caratterizzerebbe tutti gli uomini. Se non riuscite a cogliere il collegamento tra questo tema e la preoccupazione per la crescente mobilitazione a sostegno della resistenza armata palestinese, allora c’è qualche evidente problema di comprensione della realtà. Non ci sarebbe da stupirsi se il prossimo passo fosse la nascita di una branca femminista anarco-pacifista che contesti radicalmente la violenza dei sindacati che osano scioperare. Diamo tempo al tempo.

 

3 Comments

  1. Fulvio Baldini ha detto:

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    L’informazione dalla parte giusta della storia.
    📚 t.me/lariscossa

  2. renato ha detto:

    Cari compagni apprezzo e condivido ciò che è stato scritto. Vogliamo essere conseguenti? Articoliamo una critica puntuale al femminismo e al politicamente corretto. Significa che nel programma del partito ci siano proposte politiche che contrastino la demagogia femminista, in quanto ideologia divisiva, nell’ottica di una ricomposizione di classe. Intendo l’accesso di tutti, senza distinzioni di sesso ed orientamento, ai centri antiviolenza convenzionati, garanzie per i padri separati, abolizione delle quote di genere oppure istituzione di quelle blu e tanto altro. Mi chiedo perché un uomo dovrebbe entrare nel partito se magari lo difendete per un aumento di stipendio ma assistete indifferenti alla sua rovina economica ed esistenziale nel caso divorzi.
    Sono un compagno che legge e scrive sull’interferenza di Fabrizio Marchi. Sapete dove trovarci.
    Saluti comunisti.

  3. Stefano ha detto:

    Concordo totalmente con.quanto scritto dal compagno nell’editoriale!
    La dominante egemonia liberalcapitalista,cerca di spostare l’attenzione della pubblica opinione dall: infame genocidio sionista del popolo di Palestina ,cercando di mettere donne contro uomini!Di contro,va ribadita la rossa parola parola d’ordine:’uomini.e donne contro il nazisionismo,per il Socialismo,in.Italia ed in Palestina!
    Va ricordato altresì,che durante la manifestazione del 25,/11/2023,alcune isteriche femministe manifestanti hanno picchiato una giovane donna di Palestina che brandiva con.giusto orgoglio la bandiera rossa/bianca/nera dell’eroico popolo. di Palestina!

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