Cosa sta succedendo a Santiago de Cuba?

Incontro internazionale a Budapest
marzo 10, 2024
Celebrata a Treviri l’attualità del pensiero di Karl Marx
marzo 21, 2024

Cosa sta succedendo a Santiago de Cuba?

 La stampa filoimperialista sta montando il caso riguardante alcuni disagi che il criminale bloqueo statunitense sta provocando nel paese caraibico.
Oltre a provocare la carenza di carburante, con tutto quello che ciò comporta in termini di produzione e distribuzione, ora si è arrivati persino a provocare una carenza alimentare.
Naturalmente questa situazione provoca giustificati scontenti nella popolazione, scontento che alcuni agenti filoimperialisti non mancano di cercare di cavalcare.
Il popolo cubano sa che, nonostante tutto, solo il socialismo può assicurare una vita migliore. A nessuno manca la casa, la sanità, l’istruzione.
Chiunque non fosse convinto di questo, può andare a vedere di persona e girare liberamente per tutta l’Isola.
L’alternativa al socialismo, all’indipendenza, alla sovranità nazionale, non è il benessere riservato a pochi del mondo occidentale, ma la disperazione di Haiti.
Per questo, nonostante tutto, il popolo si mantiene calmo e paziente e continua a appoggiare la guida del Partito Comunista a cui va la nostra totale solidarietà.
 ********************
• A causa alle lunghe ore di interruzioni elettriche dovute all’indisponibilità del carburante e ad altre situazioni derivanti dall’attuale crisi economica, diverse persone sono scese in strada e si è verificata una manifestazione popolare.
• Cosa chiedevano i manifestanti?
– Le persone che manifestavano chiedevano corrente e cibo. Si sentirono anche grida isolate di “Patria e vita” provenienti da piccoli gruppi all’interno della massa popolare, ma non seguiti dalla maggioranza.
• C’è stata una presenza della polizia alla manifestazione?
– Sì, diversi agenti PNR si sono presentati sul luogo dell’evento per controllare la situazione ed evitare eventi violenti. Nessun poliziotto è intervenuto come si può vedere dalle immagini. Stanno solo sorvegliando la manifestazione e dialogando direttamente con i cittadini, nell’esercizio del dovere, ma consentendo che la manifestazione si svolga in totale libertà.
• Le autorità governative si sono presentate?
– Sì, la stessa prima segretaria del partito in provincia Beatriz Jhonson Urrutia e altri funzionari si sono presentati per dialogare con la popolazione e prestare attenzione alla denuncia. (Si può vedere con una camicetta rossa nelle immagini accanto alla gente)
• Ci sono stati chiamati alla violenza?
– Non da parte dei manifestanti a Santiago de Cuba, ma da parte dei media e dei portavoce che cercano la destabilizzazione sociale sull’isola e la violenza tra cubani. Anche da parte di utenti sotto profili anonimi in vari gruppi di social networking.
• La manifestazione continua?
– Diverse segnalazioni dicono di no, anche se continuano a essere posizionati video e foto di quanto accaduto.
(testo e foto: P J Velasquez)
È FALSO che si sia verificato un enorme dispiegamento della polizia nella zona di Santiago de Cuba dove si è verificata la manifestazione.
Come si può vedere, solo 3 pattuglie sono state spostate per sorvegliare la manifestazione ed evitare la violenza, come avviene in qualsiasi paese del mondo.
Non c’è stata nemmeno repressione della polizia contro i manifestanti. In queste immagini segnaliamo con i cerchi rossi diversi momenti dove si nota la presenza degli agenti del PNR che dialogano con i manifestanti, senza alcun uso della forza

Queste le dichiarazioni del presidente Diaz-Canel tramite il social network X:
«Diverse persone hanno manifestato la loro insoddisfazione con la situazione del servizio elettrico e della distribuzione di generi alimentari.
Si cerca di sfruttare questo contesto da parte dei nemici della Rivoluzione per scopi destabilizzanti.
Nelle ultime ore abbiamo visto come terroristi con sede negli Stati Uniti, che abbiamo ripetutamente denunciato, incentivano azioni contro l’ordine interno del paese.
La disponibilità delle autorità del Partito, dello Stato e del governo è quella di rispondere alle richieste del nostro popolo, ascoltare, dialogare, spiegare i numerosi sforzi che si fanno per migliorare la situazione, sempre in un ambiente di tranquillità.
Nel bel mezzo di un blocco che vuole soffocarci, continueremo a lavorare in pace per uscire da questa situazione».
ULTIM’ORA: convoca Cuba il responsabile degli affari USA per protestare contro il comportamento ingerencista del suo governo
Comunicato di Cancillería de Cuba
Il 18 marzo 2024, Benjamin Ziff Business Manager Benjamin Ziff è stato convocato al Ministero degli Esteri dal vice ministro Carlos Fernández de Cossio, che gli ha formalmente trasmesso il fermo rifiuto del comportamento ingerencista e dei messaggi diffamati del governo americano e del suo ambasciata a Cuba davanti agli affari interni della realtà cubana. Con la consegna di una nota formale di protesta, è stato ricordato al diplomatico americano gli standard minimi di decenza e onestà che ci si attende da una missione diplomatica in qualsiasi paese e che l’ambasciata americana a Cuba si mostra incapace di osservare allo stesso tempo che è stato sottolineato che questo ufficio diplomatico e il suo personale sono obbligati a comportarsi conformemente alle norme della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche. Nel corso dell’incontro è stata anche richiamata l’attenzione sulla responsabilità diretta del governo degli Stati Uniti di fronte alla difficile situazione economica che sta attraversando Cuba in questo momento e, in particolare, di fronte alle carenze e alle difficoltà che la popolazione affronta quotidianamente, con la depressione e insufficienza di forniture e servizi essenziali, sotto il peso e l’impatto del blocco economico progettato per distruggere la capacità economica del paese. L’impegno evidente del governo degli Stati Uniti di limitare e ostacolare ogni sforzo dello Stato cubano per trovare soluzioni e rispondere alle esigenze economiche e sociali del paese è stato ripudiato. Il piano destabilizzante e la sua esecuzione sono evidenti alla vista di tutti. Riposa nel rafforzare una guerra economica spietata per provocare e sfruttare la naturale irritazione della popolazione. È finanziato ogni anno con decine di milioni di dollari dal budget federale degli Stati Uniti. Dispone di una potente infrastruttura tecnologica per sfruttare le reti digitali provenienti dal territorio americano e per scopi aggressivi. Godetevi la complicità di importanti media della grande stampa americana e internazionale e il sostegno mercenario di persone situate essenzialmente nel sud dello Stato della Florida negli Stati Uniti, il cui unico stile di vita è l’industria dell’aggressione a Cuba. Se il governo degli Stati Uniti avesse una preoccupazione minima e onesta per il benessere della popolazione cubana, toglierebbe Cuba dalla lista arbitraria degli Stati che presumibilmente sponsorizzano il terrorismo; porrebbe fine alla persecuzione delle forniture di carburante necessarie per importare il paese; lascerebbe di perseguire ogni transazione finanziaria di Cuba nel mondo; porrebbe fine alla volgare persecuzione contro i programmi di cooperazione medica di Cuba nel mondo; smetterebbe di intimidire imprenditori, visitatori, artisti e chiunque si senta con l’interesse e il diritto di interagire con il paese cubano.
 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *