LE PROMESSE ESTIVE DEL MINISTRO VALDITARA

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Ancora una volta il Ministro Valditara in una intervista estiva dichiara che assumerà 54.000 docenti. Molti meno rispetto alle promesse dello scorso anno in cui parlava di 70.000 assunzioni. Tantissimi meno rispetto alle promesse 100.000 assunzioni strombazzate nel 2023.

Caro Ministro, le bugie hanno le gambe corte, Lei in estate promette (con le persone distratte dalle vacanze), ma poi a settembre i fatti raccontano altro: Una scuola in cui il precariato ha raggiunto il record di oltre 250.000 contratti (praticamente 1 ogni 4) e dove gli insegnanti hanno i più bassi stipendi d’Europa.

Non Le sembra ora di assumere quei 250.000 precari della scuola invece di fare proclami tutti gli anni?

Non ritiene sia arrivato il momento di rinnovare il contratto che la scuola attende, riconoscendo il giusto aumento salariale?

Ci spieghi signor Ministro come mai oggi la spesa annua per studente si è ridotta di circa 300 euro rispetto a 5 anni fa.

Ci faccia capire come mai le disuguaglianze educative sono aumentate, ed i figli delle famiglie più ricche hanno accesso ad un’istruzione migliore rispetto ai figli delle famiglie più povere.

Eppure sapete bene quanto sia importante l’avanzamento scolastico per combattere la povertà, secondo dati openpolis: “la povertà assoluta familiare quando si è diplomati è del 4,6%. Con un’impennata al 12,3% con la sola licenza media. I più recenti dati sulla povertà, pubblicati nell’ottobre scorso, hanno confermato chiaramente che al diminuire del titolo di studio aumenta l’incidenza della povertà assoluta. Un circolo vizioso che rischia di perpetuarsi, diventando ereditario: sono infatti soprattutto i figli dei laureati ad andare avanti negli studi. L’investimento in istruzione per rompere questo meccanismo è essenziale”.

Ma, sig. Ministro, probabilmente questo a Voi non interessa, visto che solo il 4,1% del PIL italiano è investito in istruzione. Mentre la media U.E. è del 4,7%. Il nostro Paese supera solo Bulgaria (3,9%), Grecia (3,8%), Romania (3,2%) e Irlanda (2,7%).

Il Governo preferisce spendere i soldi per le armi piuttosto che per la scuola pubblica, tanto che molti giornali la scorsa settimana pubblicavano: “L’Italia spenderà più in armi che per la scuola”.

Per il Governo Meloni è sempre tempo di propaganda, proclami, annunci. Ma con la propaganda i problemi non si risolvono, tutt’altro.

Ovviamente se la scuola è in queste drammatiche condizioni (molti istituti non hanno neanche i soldi per comprare la carta igienica…) è anche colpa dei precedenti Governi, che hanno usato la scuola per fare cassa e risparmiare. Il peggiore in tal senso fu nel 2010 il Governo Berlusconi IV con Min. Gelmini, in quell’anno l’Italia è diventata il paese che spende meno in istruzione in rapporto al PIL nel confronto con Francia e Germania. Tra i Governi di diversi colori politici, certamente quello che ha prodotto la peggior “riforma” è stato quello del PD guidato da Renzi. Cambia il colore ma non la sostanza.

Governi soggetti ai voleri Euro-Atlantici. Che invece di fare gli interessi dei cittadini italiani, si piegano e condividono decisioni (spesso in favore delle varie lobby: oggi i produttori di armi, ma non dimentichiamo la farmaceutica, le assicurazioni, le banche, ecc…) prese anche in danno agli interessi degli italiani.

Per questo diciamo da tempo che centrodestra e centrosinistra sono due facce della stessa medaglia. Fingono di essere alternativi, ma in realtà sono uguali, principalmente quando si parla di NATO e sudditanza a Washington.

Poi ci sono le finte alternative: Ricordiamo come nel 2019 in piena crisi di Governo, (e senza alcun rispetto per le istituzioni italiane, primo fra tutti il Presidente della Repubblica), l’allora Presidente Trump espresse il suo sostegno all’amico “Giuseppi” Conte. Che successivamente tramite il suo Ministro della Difesa (Lorenzo Guerini del PD) ricambiò la fiducia confermando l’impegno al raggiungimento del 2% della spesa per la NATO. Oggi il Governo Meloni accetta di portare tali spese al 5%, assecondando i voleri del Presidente Trump. Questi sarebbero i sovranisti… di cartone.

Miliardi di euro sperperati per le guerre volute dagli USA tramite la NATO.

WASHINGTON ORDINA E NOI PAGHIAMO.

Poi i nostri governanti ci dicono che non ci sono i soldi per la scuola, la sanità, le pensioni, per i servizi ai cittadini: trasporti, strade, acquedotti, ecc…

Tutto questo accade nella totale disinformazione del mainstream: radio, giornali e tv completamente succubi delle veline provenienti dai palazzi del potere. Solo l’attiva partecipazione dei cittadini può impedire che la politica sia ridotta a propaganda, clientele e regalie. Con comitati elettorali che si preoccupano solo di conquistare la “poltrona”.

E’ necessario che i cittadini tornino a far sentire la propria voce, per un vero cambio di sistema, perché la POLITICA torni a primeggiare con la sua concretezza e con gli ideali.
La sfida è ardua, ma il Partito Comunista c’è.

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