MA L’ENI HA FATTO I SUOI O I NOSTRI INTERESSI?

Problema:
calcolare quanto ci ha guadagnato l’ENI col price cap
Dati:
Sconto mediamente praticato alla pompa 0,20 euro
(2,390 – 2,190 = 0,20 euro circa
Giorni di sconto preventivati 30 GG. = 1 mese
Distributori ENI in Italia circa 4000
Litri mediamente commercializzati da un distributore di carburante in Italia al mese 125000 lt
Calcoli:
Ricavi persi da ENI
0,20 euro x 1 mese x 4000 distributori ENI x 125.000 LT/mese = 100.000.000 euro
Alternativa:
Se si fosse applicata una tassazione extra profitti l’ENI avrebbe dovuto versare circa 1.750.000.000 su base annua, secondo le previsioni attuali. Ricordiamo che nel 2022 con Draghi ENI versò 1.400.000.000 di euro, a seguito del ricalcolo del “contributo straordinario” sugli extraprofitti introdotto dal Governo Draghi (art. 37 del D.L. 21/2022).
Risultato:
Se questo governo non praticherà tassazioni extra profitto gli italiani perderanno circa
1.750.000.000:12 – 100.000.000 = 46.000.000 euro in questo mese.
Invece se lo sconto terminasse dopo trenta giorni l’ENI risparmierebbe
1.750.000.000 – 100.000.000 = 1.650.000.000 euro.
Si consideri tra l’altro che l’ENI ha una filiera che va dall’estrazione, alla raffinazione e alla distribuzione. (Sulla raffinazione in questo momento ha un surplus di 9$ al barile, superiore di 6$ al punto di break even.) Quindi ha ampi margini dove scaricare il mancato guadagno alla distribuzione. Cosa che invece altri piccoli distributori non hanno. Quindi, se la storia durerà a a lungo, i piccoli verranno fatti fuori dai grandi monopolisti. Non piangeremo per questo, ma è per inquadrare meglio l’operazione tutt’altro che filantropica dell’ENI.
Ancora più sconcia l’operazione del Governo di finanziare l’abbassamento del costo del carburante gravando sulla fiscalità pubblica. Per una parte è stato pagato sfruttando i guadagni che sarebbero dovuti arrivare dall’incremento degli incassi dell’IVA dovuti semplicemente agli aumenti dei prezzi: quindi in pratica non ci hanno solo rapinato di più. In secondo luogo è comunque stato pagato sempre coi soldi nostri, almeno di quelli che pagano le tasse. L’unica consolazione è che una tassa piatta (che colpisce ricchi e poveri nello stesso modo) è stata sostituita da un’imposta progressiva.
I pescatori, i trasportatori verranno calmati con qualche elemosina che non risolverà il problema. Le loro associazioni, come la volta scorsa, non condurranno una lotta dura come fecero i loro colleghi in Francia.
E si finirà come al solito: Tutti gabbati!







