Intervista alla compagna Monica Perugini di ritorno dalla Bielorussia

La Bielorussia è uno dei pochissimi Paesi che non ha rinnegato il proprio passato sovietico. Come viene preservato il ricordo delle grandi conquiste del periodo sovietico?
È verissimo. La Bielorussia non solo non ha dimenticato e mai ha rinnegato il periodo sovietico, ma sottolinea ancora oggi nel contesto sociale e, quindi, non solo in quello storico ed accademico, il valore e l’importanza fondamentale di quel periodo.Va, dunque, menzionato il forte radicamento e la consapevolezza dell’importanza assoluta dei valori che hanno caratterizzato quel periodo in seno alla popolazione tutta, a partire dalle giovani generazioni. In particolare, forte è la consapevolezza di quanto quel periodo sia stato decisivo, affinché, al primo posto della vita sociale e civile del paese, ci siano i valori e le conquiste raggiunte in tutti i campi dall’URSS.Ciò si evidenzia in tutte le espressioni politiche, sindacali, storiche, professionali e civili. Le dimostrazioni delle espressioni storiche ed accademiche sono eloquenti in tutto il paese, a partire dal Grande Museo della Grande Guerra Patriottica di Minsk, visitato costantemente da centinaia di cittadini bielorussi, come tappa sentita e condivisa da famiglie, giovani e lavoratori.Un museo “vivo”, vissuto, che racconta all’oggi e che offre immediatamente l’impressione di quanto quella storia sia oggi ben presente nella sensibilità, nel pensiero e nell’agire quotidiano dei bielorussi. Lo stesso dicasi per la Via Stalin dove la commemorazione di quella battaglia e l’attaccamento sincero della popolazione a quella gloriosa vittoria non siano certo retorica, né formalità ma condivisione, partecipazione, necessità di ricordare la parte decisiva avuta dai sovietici per salvare loro stessi e tutta l’Europa dal mostro nazista.Nessun nome di via ed arteria è stato cambiato, nessuna statua di Lenin e dei padri del socialismo è stata rimossa, anzi i riferimenti sono ovunque, con una rinnovata proposta che li incardina all’interno di un paese vivo, vivace e moderno, quanto sobrio ed autorevole, conscio della propria importanza nella storia.Insieme a questi riferimenti storici, sono i principi e i valori legati alla pace, alla convivenza sociale, alla presenza a pieno titolo di tutti i diritti sociali, tutti esigibili e non semplicemente enunciabili; proprio al contrario di quanto accade nel nostro Occidente al tramonto, autore di quell’ammorbante retorica che caratterizza la realtà quotidiana del vecchio e morente continente, votato al nichilismo.Stabilità politica, ripudio del liberismo, stato sociale, alta qualità dell’istruzione e della sanità, bassissimo tasso di criminalità e della immigrazione illegale, città ordinate e pulite sono le caratteristiche della Bielorussia.Tali valori provengono dall’esperienza sovietica, restano e saranno più che mai attuali ed effettivi. Pensiamo ad esempio che i giovani bielorussi, l’indomani dell’atroce tradimento di Eltsin, convocarono per primi nel teatro di quella che ancora oggi è la loro sede nazionale, tutti i deputati della Duma, per promuovere la resistenza all’ignobile frode del presidente venduto agli statunitensi. All’appuntamento si presentò solo Lukašėnka e ciò rende ben chiaro, come sia imprescindibile e inalienabile questo legame nel cuore e nelle menti dei bielorussi.
Il Partito Comunista Bielorusso sostiene il governo di Lukashenko. Quanto riesce a incidere nel processo decisionale? Quali sono le maggiori affinità e divergenze con il partito Belaya Rus’? Quali sono le sue principali proposte?
Si, il Partito Comunista alle recenti elezioni del 2024 ha presentato un proprio candidato Sergej Syrankov che ha riscosso il 3.21% dei voti con 7 seggi (4 in meno rispetto alle passate lezioni) che aveva dichiarato il suo appoggio al presidente uscente, condividendo la prospettiva del partito Belaya Rus’ di portare avanti a ritmo battente le proposte politiche volte al benessere sociale della popolazione.In particolare, il Partito Comunista sta portando avanti un deciso lavoro teorico e di studio della storia del marxismo leninismo e del suo adattamento alla realtà contingente, sia in prospettiva interna che nei rapporti con l’esterno, soprattutto in questo periodo storico che sta mettendo sotto stress l’intero apparato amministrativo e politico.Il partito dedica un apposito dipartimento di scuola politica all’analisi del contesto politico contingente in relazione alla teoria classica socialcomunista, coinvolgendo le giovani generazioni aderenti e simpatizzanti del Partito.In questa direzione viene considerata la pressione che i comunisti rivolgono al partito di governo, per ripristinare tutti i monumenti di Stalin che mancano all’appello. Ma non si tratta solo di aspetti simbolici: grande interesse dei comunisti è rivolto alla tutela dei lavoratori e al miglioramento delle loro condizioni di vita e di lavoro.Consideriamo che in Belarus non esiste disoccupazione e il contratto di lavoro è uno solo: quello a tempo indeterminato. Nell’ultimo anno moltissime categorie di lavoratori hanno avuto aumenti delle retribuzioni attraverso premi e bonus anche del 40%.
Qual è l’analisi dei comunisti bielorussi riguardo alla crisi ucraina e al rischio di escalation?
Il Partito è decisamente schierato a favore della Operazione militare speciale, ben consapevole che l’allargamento della Nato ad est rappresenti un pericolo gravissimo anche per la Bielorussia, che confina direttamente con la stessa Ucraina.La necessità di raggiungere la pace, come è sempre stato per i sovietici, è impegno vitale, questione esistenziale per il paese e per il Partito.
La Bielorussia propone una riforma del Consiglio di Sicurezza ONU. Quali sono le altre iniziative per la cooperazione internazionale multilaterale?
La riforma promossa dalla Bielorussia tende ad aggiungere membri permanenti e non provenienti da Africa, America Latina e Asia, data la loro crescente importanza geopolitica.A livello internazionale, il paese persegue l’intento di costruire un mondo multipolare che spezzi il monopolio imperialistico imposto dagli Stati Uniti. È molto attiva all’interno dei BRICS e nei rapporti con la Cina, con cui ha avviato importanti collaborazioni industriali come quella relativa alle autovetture Geely.Minsk ha intensificato gli scambi con Cuba, Nicaragua e altri paesi latinoamericani in ambito farmaceutico, agricolo e logistico. La sua stabilità politica, il rifiuto del liberalismo e una gestione autonoma della politica economica fanno della Bielorussia un attore rispettato.
Il Partito Comunista Bielorusso è arrivato secondo alle ultime elezioni. C’è fiducia rispetto alla possibilità di giungere al socialismo?
Certamente, esiste una grande e motivata fiducia, soprattutto grazie a un programma economico che vuole un paese socialmente orientato in tutti i settori, opponendosi fermamente al liberalismo e ai “valori” occidentali.Il ruolo del Partito è determinante nella società bielorussa: molto radicato fra lavoratori, popolazione e classe intellettuale. Le sue proposte saranno determinanti nel governo e nella popolazione, puntando a modifiche sociali in senso socialista.Il lavoro sarà rivolto sia alle istituzioni che alla base militante del Partito, che andrà ulteriormente allargata e consolidata, con una forte componente giovanile.Monica Perugini Selmini







